La chimica dell’azzardo

L’università dell’Illinois ha pubblicato oggi 3 febbraio 2021 una interessantissima ricerca. Lo studio tratta della chimica neuronale che sta dietro ai comportamenti dei giocatori d’azzardo.

Il prestigioso ente propone oggi i risultati di uno studio durato per anni e condotto con l’ausilio delle più avveniristiche tecnologie d’avanguardia.

Esso rivela che i processi chimici che avvengono nel cervello di un giocatore, pur variando da individuo ad individuo, mantengono delle costanti comuni.

In particolare si attivano le aree legate alla produzione di adrenalina, per questo motivo spesso chi esce da un turno di gioco al casinò o alla slot machine si sente tutt’altro che rilassato.

Inoltre hanno evidenziato come l’azzardo patologico sia ben distinto, anche a livello chimico, dal gioco comune. La condizione patologica che lo caratterizza è strettamente correlata ad una miriade di altri fattori socio culturali.

Sicché la ludopatia più che un male è una manifestazione di un disagio che affonda sovente le proprie radici, almeno nella maggioranza dei casi, in un’insoddisfazione personale. Per questo combatterla su tutti i fronti è ancora più importante, fornendo al ludopata un giusto sostegno medico e psicologico.