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L’iniziativa Stop Killing Games arriva al Parlamento Europeo

Stop Killing Games Europe

In questo venerdì 17 aprile 2026, la petizione Stop Killing Games per la tutela dei diritti dei consumatori nel mercato videoludico compie un passo istituzionale senza precedenti. La petizione Stop Killing Games, forte di oltre un milione di firme raccolte in tutta l’Unione Europea, è approdata ufficialmente a Bruxelles. L’obiettivo del movimento è chiaro e ampiamente condiviso dagli appassionati: impedire ai grandi editori di rendere inaccessibili i titoli regolarmente acquistati una volta che i server ufficiali vengono spenti. L’udienza parlamentare ha lanciato segnali molto incoraggianti. I vertici delle commissioni europee si sono infatti detti pronti a indagare a fondo su una dinamica commerciale che rischia di danneggiare ingiustamente centinaia di milioni di cittadini.

A guidare l’accusa durante l’audizione è stato Ross Scott, il fondatore di Stop Killing Games. I dati presentati in aula sono stati a dir poco allarmanti. Su un campione analizzato di quattrocento videogiochi, ben il 93,5% è risultato totalmente inaccessibile al termine del proprio ciclo di supporto vitale. Casi emblematici e recenti, come lo spegnimento di The Crew da parte di Ubisoft o la chiusura lampo di Concord, dimostrano come la distruzione delle opere digitali sia diventata una prassi aziendale sistematica. Scott ha puntato duramente il dito contro gli squilibrati contratti di licenza imposti dalle aziende. I colossi del gaming si riservano spesso infatti il diritto unilaterale di terminare un servizio in qualsiasi momento.

Le richieste del movimento Stop Killing Games si sono dimostrate estremamente pragmatiche. L’iniziativa non pretende l’abolizione del lucroso mercato dei giochi live-service. Esige semplicemente l’adozione di soluzioni tecniche responsabili alla fine del ciclo di vita di un prodotto. Rilasciare una patch per il gioco offline o permettere il noleggio di server privati autorizzati basterebbe a salvare la storia del medium. La Commissione Europea sembra aver recepito il messaggio in modo positivo. Per il prossimo luglio è già atteso un importante rapporto di revisione sulle normative relative al diritto d’autore. La strada verso una legge concreta è ancora lunga, ma l’appoggio appassionato dimostrato da diversi eurodeputati fa davvero ben sperare.

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