Recovery fund e Mes, vincenti e perdenti

Oggi 21 luglio è stato raggiunto l’accordo sul recovery fund e di conseguenza sul mes e siamo tutti a parlare di vincenti e perdenti.
Noi crediamo che sia profondamente sbagliato trattare l’argomento in questo modo. Crediamo che il compito di chi fa politica e di chi scrive di politica e di chi scrive in generale sia come prima cosa di impostare la giusta chiave di lettura.

Innanzitutto sgombriamo il campo dall’idea che in un tema così complesso e sfaccettato ci sia davvero che ha vinto chi ha perso. E Infatti ognuno canta vittoria sul recovery fund. I cosiddetti frugali per le condizioni che hanno ottenuto e soprattutto per gli sconti che hanno ottenuto. I mediterranei perché il nostro saldo netto è apparentemente maggiore gli altri. Francia e Germania perché hanno salvato un mercato unico che hanno capito essere fondamentale per non essere schiacciati da Cina e Stati Uniti

Noi lo sappiamo bene, si vince o si perde al lotto o al casinò, non in politica. È per questo che i confini del gioco sono sempre ben delineati nel tempo e nello spazio , bisogna sapere che stiamo giocando. Solo ai bambini è permesso abbandonarsi. La politica è invece una cosa seria anche se sono in primis i tweet dei presidenti anche di grandi potenze a cercare di portarla sul piano infantile del vinto perso brutto bello buono cattivo. In politica specie in un consesso in cui occorre l’unanimità il risultato finale deve essere sempre equilibrato. Se così non fosse saremo tutti perdenti perché calpestare i bisogni altrui nella storia non ha mai pagato.

I disclaimer che tanto si mettono nel gioco andrebbero applicati anche in fondo alla maggior parte delle cronache politiche. Leggi criticamente, controlla che non ci siano bugie o statistiche strumentali e guarda sempre il fine. È vietato sobillare, soffiare sul fuoco, polarizzare. È vietato semplificare in 4 righe le migliaia di pagine del Mes . È vietato dire di averlo letto e capito se non è vero.

Perché passare dalla cultura e obiettivo di strappare più soldi di quanti ne diamo agli olandesi a rubare i soldi al nostro vicino di casa è più vicino di quanto si pensi.
Per ora , poiché siamo troppo pavidi per dichiarare guerra alla Svezia, chi continuiamo a derubare davvero sono gli assenti. Le future generazioni che non votano ancora o sono minoranza . I minorenni non possono giocare ma possono contrarre debiti (non è un gioco di parole; ormai anche la durata di alcune emissioni di debito lo rende evidente, non abbiamo piu il pudore neanche di nasconderci dietro i rinnovi obbligati) Generazioni che si troveranno a dover pagare debiti contratti dei loro padri. Usati magari anche per pagargli la PlayStation di cui non avevano bisogno se non per perdere la voglia e capacità di approfondire quello che accade e lottare per il proprio futuro.





Informazioni su Paolo Di Feo 96 Articoli
Paolo Di Feo, laureato in economia con 110 e lode e MBA ha lavorato nelle telecomunicazioni prima di entrare nei giochi. In questo settore è stato consulente, direttore e proprietario sia in Italia sia all’estero. Scrive da tempo numerosi articoli e rilascia interviste ai giornali e alle TV nazionali sui temi del gioco di cui è profondo conoscitore.