Il Casinò di Venezia si conferma in questo 11 gennaio 2026 una vera e propria “gallina dalle uova d’oro” per le casse comunali, archiviando il 2025 con numeri che certificano uno stato di salute eccellente. I dati ufficiali parlano di incassi netti pari a 117,8 milioni di euro, frutto di un flusso costante di visitatori che ha portato nelle sale ben 767.727 persone nel corso dei dodici mesi. Il trend positivo è stato suggellato dalla sola notte di Capodanno, che ha visto le due sedi incassare quasi mezzo milione di euro in poche ore.
La strategia a doppio binario continua a premiare la gestione. Da un lato il fascino storico di Ca’ Vendramin Calergi sul Canal Grande, sede della casa da gioco più antica del mondo (nata nel 1638). Dall’altro la funzionalità moderna di Ca’ Noghera in terraferma. L’assessore alle società partecipate Michele Zuin ha sottolineato con soddisfazione come l’azienda sia in utile ininterrottamente dal 2016. L’azienda ha mostrato una crescita patrimoniale impressionante. Non a caso il valore è passato dai 346.000 euro di un decennio fa agli attuali 33,2 milioni. Una solidità che ha permesso anche di investire sul capitale umano, con l’assunzione di 60 nuovi dipendenti per sostenere i ritmi di crescita.
Tuttavia, il vero snodo per il futuro del casinò di Venezia non riguarda solo i tavoli verdi fisici, ma quelli virtuali. Nel nuovo piano di sviluppo assume un ruolo cruciale l’acquisizione della concessione per il gioco online valida per i prossimi nove anni. Questa mossa permetterà al Casinò di Venezia di competere ad armi pari nel mercato digitale e di diversificare l’offerta. Una scelta strategica che, però, non manca di sollevare dubbi.







