Sembra la sceneggiatura di una commedia degli equivoci, eppure è accaduto davvero negli uffici commerciali di uno dei club più prestigiosi al mondo. Lo scorso ottobre, il Milan ha annunciato con orgoglio la partnership con “sureWin”, nuovo Official Regional Online Casino Partner in Asia del Milan per la stagione in corso. La foto di rito ritraeva il Direttore Commerciale rossonero, Maikel Oettle, mentre stringeva la mano a William Anderson, presentato come il fondatore della piattaforma di scommesse. Il problema? William Anderson non esiste. L’uomo che sorrideva tenendo in mano la maglia rossonera è in realtà Craig Haydon. Egli è un attore britannico attivo nel sud-est asiatico, noto per ruoli minori in fiction come The Singapore Grip o film come Malbatt–MisiBakara. Lo riferisce oggi 11 gennaio 2026 un importante quotidiano, riprendendo articoli esteri.
L’inchiesta, che sta facendo molto rumore, ha svelato che Haydon non è nuovo a queste recite aziendal. In passato ha prestato il volto a dirigenti di altre società, cambiando nome e titolo a seconda dell’esigenza, ora esperto di analisi dati, ora presidente di trading company. Ma non è un caso isolato. “sureWin”, che si autodefinisce il casinò più affidabile dell’Asia, sembra aver ingaggiato un vero e proprio cast al posto del management. In un altro evento a Kuala Lumpur, a ritirare un premio è salito sul palco un altro presunto dirigente che, a un controllo incrociato, risulta essere il musicista e doppiatore americano Rhad Hunt.
Dietro questa facciata teatrale si nasconde una realtà operativa quantomeno opaca. La società opera attivamente in mercati dove il gioco d’azzardo online è severamente vietato. Fra questi Malesia, Singapore, Cambogia e Vietnam. Inoltre, accetta clienti dall’Australia senza le necessarie autorizzazioni. Ancora più preoccupante è la situazione delle licenze. Quella filippina citata dalla società (PAGCOR) risulta decaduta dal primo gennaio 2025 dopo un decreto presidenziale. L’azienda tenta maldestramente di rassicurare gli utenti citando “verifiche” da parte di Meta o GoDaddy. Queste nulla hanno a che vedere con la legalità del gioco d’azzardo. Persino la foto del loro presunto quartier generale nelle Filippine si è rivelata essere un’immagine rubata agli uffici di una società di contabilità totalmente estranea.
Per il Milan si tratta dell’ennesimo scivolone sul fronte delle partnership asiatiche. Negli ultimi anni, il club ha visto sfilare sulla propria maglia o sui led a bordo campo nomi come Vwin, Yabo, MansionBet e Kaiyun, marchi spesso protagonisti di parabole brevi e chiacchierate, talvolta coinvolti in indagini internazionali. La vicenda sureWin, con il suo “fondatore-attore”, solleva interrogativi pesanti sui processi di verifica (due diligence) che i grandi club europei applicano prima di legare il proprio brand a operatori che, grattando la superficie patinata, mostrano zone d’ombra inquietanti.







